Baitin

Il rifugio “Baitino” venne edificato alla Punta di Larescia, detta “Pilon”, negli anni ’60.

La sua realizzazione fu possibile grazie all’iniziativa di un gruppo di Aquilesi che, spinti dalla passione per la montagna, identificarono in quel punto il luogo ideale, intrigante e suggestivo dove edificare uno spartano rifugio; lo stesso venne concretizzato con l’opera di volontariato di tutti gli interessati, i quali senza l’ausilio di elicotteri, portarono al luogo prescelto il legname e la lamiera di rivestimento.

Il “Baitino” svolse egregiamente la sua funzione per decenni, ospitando in tutte le stagioni, ma principalmente in inverno, un numero considerevole di escursionisti provenienti da tutta la Svizzera e dalla vicina Italia. Infatti la Punta di Larescia è conosciuta come meta per escursioni, con sci o racchette da neve, grazie alla sua situazione geografica e morfologica, che oltretutto non comporta particolari pericoli di slavine.
Nel periodo invernale si possono registrare mediamente fino a 1500 passaggi circa; nella stagione estiva, essendo la Punta di Larescia sulla via ufficiale che attraverso il “Passo Beretta” raggiunge la rete di sentieri del Lucomagno, i passaggi sono dello stesso tenore.
Nel periodo di alpeggio dell’alpe di Gorda inoltre, il “Baitino” funge da riparo per i pastori nelle giornate di cattivo tempo o in casi di nebbia.

Da un punto di vista simbolico, il rifugio ha sempre rivestito un ruolo di identificazione e coesione attorno alla Società alpinistica, fondata appunto negli anni ’60 in occasione della sua edificazione.
La posizione del rifugio, sull’orlo del diruppo, combinato con il nome dell'allora Comune giurisdizionale ( Aquila ), ha poi suggerito il nome della "Società Alpinistica Nido d'Aquila".


Il Baitino ha assolto egregiamente la sua funzione fino a giugno 2007, quando un fulmine lo ha danneggiato in modo serio, tanto da portare a delle considerazioni di fondo circa il suo futuro.
Il Comitato della Società Alpinistica Nido d’Aquila, fatte le dovute valutazioni, ha quindi deciso di optare per il rifacimento della struttura, utilizzando di principio gli stessi materiali, ma in modo più consono alle attuali esigenze dell’escursionista amante della montagna.


Campagna raccolta fondi


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